Sono passati 30 anni, ma il giorno nero della tragedia di Chornobyl continua a turbare le persone: sia quelle che l’hanno vissuto di persona, sia quelle nate anni dopo e lontano dalla terra interessata dalla catastrofe. Quel giorno non è sparito senza tracce, esso ha generato molte tragedie nel mondo e sempre unirà tutti per un ricordo, una tristezza, una speranza. L’incidente nella centrale nucleare di Chornobyl è la più grande catastrofe generata dalla tecnologia del secolo scorso, non solo per l’Ucraina, ma per tutto il mondo. Solo in Ucraina 2293 zone abitate, situate in 12 regioni, sono state contaminate con la radiazione.
Centinaia di tipi di isotopi radioattivi si sono spostati per migliaia di chilometri dalla centrale e le loro tracce sono state registrare in tutti i paesi dell’emisfero Nord, nei settori marittimi del Pacifico, dell’Atlantico e nel Mare Glaciale Artico. Chornobyl è diventata un severo ammonimento per l’umanità e l’ha costretta a ragionare sulla dialettica del progresso tecnico-scientifico, sui suoi limiti e sul prezzo che siamo costretti a pagare non solo per il progresso globale ma anche per gli errori o le irresponsabilità. L’energia nucleare mondiale ha subito dei seri danni a seguito della catastrofe di Chornobyl. Tra il 1986 e il 2002 nei paesi dell’Europa Occidentale e dell’America del Nord non è stata costruita neanche una centrale nucleare, il che è il risultato diretto sia della pressione fatta dalle società, sia dell’aumento dei premi assicurativi e della diminuzione della redditività nel settore energetico-nucleare.
In maniera non meno importante l’incidente di Chornobyl ha influenzato lo sviluppo storico essendo diventato un antesignano dei grandi cambiamenti geopolitici: la scissione dell’URSS, l’apparizione dei nuovi stati sovrani, un periodo di turbamenti politici ed economici vissuto dalla persone in condizioni di insicurezza e di speranza. Proprio la tragedia di Chornobyl è stata uno dei motivi della deposizione, da parte dell’Ucraina, delle armi nucleari nel 1994 e della firma del memorandum di Budapest sulle garanzie della sicurezza e dell’integrità territoriale. Nonostante questo, la Russia, uno dei paesi-garanti della sovranità dell’Ucraina, ha trascurato cinicamente i suoi impegni e gli anni di amicizia e di collaborazione tra i nostri stati. L’annessione della Crimea è stata vissuta dalla società ucraina come un tradimento inaspettato da parte di quelli che dovevano, se non dare il sostegno, ma almeno capirci. L’aggressione prolungata nel Donbass rischia di diventare un nuovo Chornobyl per l’Ucraina dal punto di vista delle conseguenze ecologiche.
L’inondazione delle miniere da parte dei terroristi ha portato all’avvelenamento dell’acqua potabile, dei terreni, della flora e della fauna. Le esplosioni e le sparatorie nella zona della sensibile infrastruttura industriale, che avvengono per colpa dei mercenari russi, comportano emergenze ecologiche per via dell’emissioni di sostanze pericolose di natura chimica, radioattiva o biologica. Il complesso di questi problemi può avere come conseguenza un’altra catastrofe generata dalla tecnologia in Europa.
Proprio per questo, l’Ucraina insieme alla comunità internazionale deve compiere il massimo sforzo per trovare soluzioni integrali per le sfide per l’ambiente, sia quelle causate dall’aggressione russa sia le sfide costanti che abbiamo ereditato dalla tragedia di Chornobyl. L’Ucraina apprezza altamente il costante sostegno da parte delle principali istituzioni internazionali, dell’UE e dei singoli paesi, mirato a trovare l’aiuto internazionale per superare le conseguenze della catastrofe di Chornobyl, per riabilitare le zone colpite e per farle tornare alla vita normale.
Noi ci poniamo l’ambizioso obbiettivo di trasformare la centrale nucleare di Chornobyl in un sistema ecologicamente sicuro. Già oggi si stanno svolgendo in maniera attiva i lavori per la costruzione di un nuovo edificio di protezione sul 4° blocco energetico e sulla creazione dell’infrastruttura coadiuvante.
Cercando di rendere sicuro il futuro dei nostri figli, noi non dobbiamo mai dimenticare l’eroismo dei pompieri, militari, scienziati, medici, operatori edili e rappresentanti di tutti le professioni che hanno partecipato alla limitazione delle conseguenze dell’incidente sulla stazione di Chornobyl. La memoria di Chornobyl che ha inglobato in sé una moltitudine delle tragedie personali e nazionali, così come l’eroismo dei liquidatori, ci accompagnerà costantemente, rimanendo un ammonimento per l’umanità contro gli errori e i pericoli lungo il percorso per un futuro migliore che potremo costruire soltanto tutti insieme.
Yevhen Perelygin
Ambasciatore dell’Ucraina in Italia