Il 24 agosto Ucraina celebra la ricorrenza del giorno d’indipendenza. Il ‘91 ha dato inizio a una nuova tappa nella storia del Paese, in cui sono stati dichiarati i principi fondamentali dello sviluppo politico ed economico-sociale. È stata aperta una nuova pagina di formazione dello Stato autonomo e indipendente.
Fin dai tempi della Rus di Kiev a oggi, l’Ucraina aspira a costruire uno stato monolitico. Vengono ricordati ovviamente molti personaggi illustri che durante secoli ci stavano avvicinando all’indipendenza, però nell’articolo mi soffremo solo sulla tappa storica più recente.
L’Ucraina ha degli argomenti per guardare avanti con certezza: sta crescendo la nuova generazione degli ucraini, nati nello stato indipendente, che ci tengono molto i valori democratici come “diritto di scelta”, “libertà di parola”. Oltre essere i fondamenti costituzionali, questi sono anche diventati la loro filosofia di vita. Tanto è vero che questo è stato possibile grazie agli storici avvenimenti degli ultimi venti anni, che a modo suo hanno inciso il nostro presente.
Debbo notare che durante gli ultimi vent’anni l’Ucraina è riuscita a raggiungere certi risultari positivi. L’esempio più recente sono gli Europei di calcio 2012 che nonostante l’esistenza delle campagne d’informazione volte al loro discredito, sono stati svolti ad alto livello organizzativo. E questo fatto non è soltanto il parere mio, ma anche lo confermano le opinioni dei tifosi arrivati in Ucraina. E’ indubbio che ci sono dei quesiti su cui è opportuno ancora lavorare tanto, però ne sono certo che nel futuro il governo si impegnerà a risolverli.
Sul piano politico vanoo segnalati i processi della riforma del potere legislativo e giudiziario: sono state approvate le leggi sulle elezioni dei deputati parlamentari di Ucraina ed è stata firmata lo scorso aprile dal Presidente Yanukovych la legge sulla nuova procedura del codice penale che entra in vigore in ottobre prossimo. Però per avvicinarsi al livello dei paesi europei è necessaria la persistenza che gli ucraini hanno sempre avuto e il tempo per la realizzazione dei cambiamenti in pratica.
Sulla scena internazionale l’Ucraina mantiene i rapporti del partenariato strategico con gli attori chiavi e adopera quale principi di base l’uguaglianza e il pragmatismo. Da un canto siamo uno stato del Vecchio continente con la sua storia e tradizioni che si propone come scopo gli standard sociali ed economici dell’Unione Europea. Dall’altro, avendo presente l’aspetto storico, lo sviluppo dei rapporti amichevoli con la Russia non è soltanto una chiave per la massima parte dei quesiti sia interni che esterni, ma anche la possibilità per costruire una nazione solida. Dunque, da questo punto dipende quanto velocemente gli ucraini possano raggiungere il livello economico dei paesi più sviluppati.
Se nei rapporti con l’Ue il punto più importante è la realizzazione del principio dualistico, cioè l’associazione e l’integrazione economica con la creazione della zona di libero scambio, con la Federazione Russia, invece, rimane fondamentale l’aumento dello scambio commerciale e l’adempimento dell’Accordo sulla demarcazione della frontiera ucraino-russa, il primo passo in cui è stato fatto durante l’ultimo incontro della commissione bilaterale, svoltasi a Yalta in luglio scorso.
Vorrei anche rivolgere l’attenzione ai rapporti tra l’Ucraina e l’Italia che ha riconosciuto il nostro giovane stato nel 1992 e continua a dare supporto ai nostri passi politici ed economici, volti al raggiungimento dell’associazione con l’Ue e all’apertura della zona di libero scambio. Inoltre, nel corso degli ultimi anni Italia si trova all’avanguardia tra i partner commerciali di Ucraina nel mondo: nel giro d’affari tra l’Ucraina e i paesi dell’Europa, l’Italia occupa al terzo posto. Secondo i dati del 2011 il volume dello scambio commerciale bilaterale ha raggiunto 5,5 miliardi di dollari statounitensi.
Infatti, gli ucraini in Italia entrano nel novero delle cinque comunità straniere più numerose. I nostri connazionali sugli Appennini svolgono un importante ruolo civile: grazie alla loro attività sono state create circa 40 società che hanno a scopo diverse iniziative di tipo culturale. Poi, io sono orgoglioso del fatto che da molti anni in Italia esce in lingua ucraina un giornale “Gazetta Ukrainska” che ha il suo sito e funzionano molte scuole per i ragazzi presso gli enti religiosi.
In conclusione, tornado sul fronte politico, devo anche notare che durante gli anni di indipendenza l’Ucraina è anche riuscita a raggiungere gli obiettivi importanti nell’ambito di sicurezza nucleare. Dopo aver rinunciato volontariamente al terzo arsenale nucleare nel mondo, Kiev attualmente partecipa nell’elaborazione degli accordi internazionali sulla concessione delle garanzie per gli stati che non possiedono questo tipo di arma. In primavera del 2010, sia gli Stati Uniti che altri rappresentanti della comunità internazionale hanno appoggiato la decisione del governo ucraino di liberarsi dai propri residui dell’uranio altamente arricchito.
Un altro passo importante in questo ordine d’idee è stata l’approvazione nel 2010 dal parlamento della legge sui fondamenti della politica interna ed esterna d’Ucraina, conforme cui il principio di “non allineamento” si adegua in miglior modo alla realtà attuale ed esprime la volonta di sviluppare un dialogo equo con tutti gli attori sulla scena intenazionale, incluso la Nato.
Avendo presente la sua posizione geopolitica, Kiev vuole superare al massimo gli antagonismi tra Est e Ovest d’Europa, ereditati in parte della “guerra fredda”. Perciò la nostra missione – come ha messo in risalto il ministro degli esteri ucraino Kostiantyn Griscenko in una delle sue recenti interviste – è unire e non dividere”, continuando il proprio cammino, cambiandosi prima di tutto all’interno.