In relazione agli ulteriori tentativi del Potere russo di seminare la paura tra i suoi cittadini insistendo sul fatto che ci fossero le minacce alla popolazione russofona ed etnie russe in Ucraina, ci rivolgiamo con insistenza alla Federazione Russa di fermare quest’isteria, la quale non corrisponde con tradizionalmente amichevoli relazioni tra i nostri Popoli, e si è basata sulle invenzioni, calunnie ed evidente disinformazione.
Va da sè che non esistono ed è impossibile che appariranno i motivi dell’invasione russa della parte del territorio sovrano dello Stato ucraino, di cui fa parte la Repubblica autonoma di Crimea. Dunque, l'irruzione russa non solo viola i principi fondametali del diritto internazionale ma anche è in contrasto con la logica delle relazioni internazionali del XXI° secolo.
Invece di sprecare le forze e soldi dei suoi cittadini per l’ingerenza negli affari interni dell’Ucraina ed inutile propaganda, la quale è il consueto autoinganno, nonchè la prova di livellare gli ottenimenti democratici del Popolo ucraino e il tentativo di discolpare la violente invazione della Repubblica autonoma di Crimea, si consiglia, inoltre, a Mosca di rivolgere la sua attenzione verso l’incremento nella Federazione Russa delle manifestazioni fasciste, la xenofobia, i delitti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
Il 4 ottobre 2013, a Mosca e alle 100 città russe, alla Giornata dell’unità dei popoli già tradizionali così dette “Marce russe” erano accompagnate dall’uso della svastica ed i simboli delle divisioni SS.
Secondo l’Agenzia d’informazione e analitica “Sova”, nel corso del 2013 in Russia 21 persone sarebbero ucise, 178 ferite, 9 persone avrebbero ricevuto le minacce di morte da parte dei rassisti e neonazisti.
L’anno scorso gli assalti erano commessi nelle 32 regioni della Federazione Russa. La Mosca continua ad essere il leader nei casi di violenza ( 8 uccisi e 53 feriti ), dopo segue San Petersburgo ( 3 uccisi e 32 feriti ), Lypetsk ( 4 uccisi e15 feriti ), Cheliabinska oblast (regione) ( 8 feriti ), Krasnodarskyi krai ( 7 feriti ), Voronezhska e Sverdlovsaka oblast ( 6 feriti ) e tante altre vittime nelle regioni russe come Novosibirsk, Omsk, Samara, Repubblica Comi.
Nelle 6 regioni della Federazione Russa 14 persone sono state vittime della violenza xenofobica all’inizio del 2014; 6 persone già morti ed una persona da Uzbekistan è stata uccisa recentemente proprio a Mosca.
La svastica fascista appare più spesso sui monumenti ai militari sovietici e nei luoghi pubblici, gli atti di vandalismo sono diventati più frequenti.
Secondo l’Agenzia d’informazione e analitica “Sova”, nel corso del 2013 sarebbero stati registrati 136 assalti per motivi etnici, ci sarebbero 25 casi in più rispetto agli anni 2011 e 2012.
Si definiscono 3 tipi delle vittime per motivi etnici:
Sono stati noti altri casi degli assalti sotto i motti xenofobici (7 vittime).
A Mosca e a Celiabinsk sono stati colpiti i cinesi ed uno zingaro, a San Petersburgo la ragazza enca.
A parte dei casi consueti degli assalti agli “stranieri” continuano gli attacchi, accompagniati dall’utilizzo dell’arma bianca, da fuoco e traumatica, dai cosidetti destro-radicali per motivi rassistici sono stati commessi gli attachi incendiari, esplosioni, in particolare, a Mosca, a San Petersburgo ed a Lipetsk erano tentative di effettuare gli attachi incendiari ed esplosioni (circa 5) agli edifici, dove resiedono gli immigrati.
Già da tempo che è stato cresciuto il numero delle manifestazioni degli antisemisti nella Federazione Russa.
Nella Russia i gruppi destro-radicali diffondono la literatura antisemistica, mettono nei blog e nelle reti sociali gli apelli di effettuare i pogrom degli ebrei.
Il 13 settembre 2013 alla vigilia della festa ebraica “Yom Kippur” nel treno locale vicino a Mosca (la stazione “Kraskovo”), a breve distanza dalla sinagoga il gruppo dei destro-radicali ha attaccatto la compagna dei giovani ebrei, gridando: “Heil Hitler! L’olocausto!”
Per finire, tutto soprammenzionato non è stato l’elenco completo delle manifestazioni del fascismo, xenofobia e ostilità nella Federazione Russa, che destano la preoccupazione dell’Ucraina e del tutto il mondo civile.