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Dichiarazione della Coalizione Internazionale per il Ritorno dei Bambini Ucraini sulla Deportazione Illegale e sul Trasferimento Forzato dei Bambini Ucraini da parte della Federazione Russa
Pubblicato 05 agosto 2025 18:41

Noi, membri della Coalizione Internazionale per il Ritorno dei Bambini Ucraini, riaffermiamo il nostro incrollabile impegno a proteggere i bambini colpiti dall’invasione militare su larga scala della Federazione Russa contro l’Ucraina, illegale, non provocata e ingiustificata — in conformità con il diritto internazionale umanitario e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia.

Nel contesto della sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, la Federazione Russa ha illegalmente deportato e trasferito con la forza bambini ucraini sul proprio territorio, nonché dalle zone temporaneamente occupate dell’Ucraina — come documentato da istituzioni internazionali, incluso la Corte penale internazionale. Migliaia di questi bambini si trovano ancora in Russia, lontani dalle loro famiglie e comunità.

Durante un incontro bilaterale svoltosi a Istanbul il 2 giugno 2025, il Governo dell’Ucraina ha consegnato alla Federazione Russa un elenco iniziale di 339 bambini ucraini deportati illegalmente nella Federazione o trasferiti con la forza dai territori temporaneamente occupati dell’Ucraina, accompagnato da una richiesta ufficiale per il loro immediato e incondizionato rimpatrio. Si tratta di un passo umanitario fondamentale e di un’opportunità concreta per la Federazione Russa di dimostrare buona volontà attraverso azioni tangibili volte al ripristino della fiducia.

Alla luce delle dichiarazioni rese da rappresentanti della Federazione Russa il 23 luglio 2025, esortiamo la Federazione Russa a:

  • Rispondere tempestivamente e in modo sostanziale all’elenco iniziale dei bambini trasmesso dall’Ucraina e garantire il loro ritorno quanto prima e senza condizioni alle rispettive famiglie e comunità in Ucraina;

  • Garantire il rientro di tutti i bambini ucraini illegalmente deportati e trasferiti con la forza, in conformità con il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite;

  • Fornire informazioni complete e attendibili su tutti i bambini illegalmente deportati e trasferiti con la forza sotto il controllo effettivo della Federazione Russa, comprese indicazioni sul luogo in cui si trovano, il loro stato di salute, lo status giuridico e il benessere complessivo; nonché assicurare un accesso senza ostacoli alle organizzazioni umanitarie internazionali affinché possano valutare la loro condizione e tutelare i loro diritti e il loro benessere;

  • Cessare ogni alterazione dell’identità dei bambini, compresi i cambi di cittadinanza imposti, l’adozione forzata da parte di famiglie o istituzioni russe, l’indottrinamento ideologico e il coinvolgimento nella militarizzazione.

Cogliamo l’occasione per riaffermare il nostro impegno condiviso nella protezione dell’infanzia nei contesti di conflitto armato. Siamo profondamente preoccupati per il fatto che il Rapporto Annuale del Segretario Generale delle Nazioni Unite su Bambini e Conflitti Armati per il 2025 abbia registrato il numero più elevato di violazioni verificate dall’inizio del monitoraggio.

Come comunità internazionale, dobbiamo garantire che la protezione di tutti i bambini colpiti dalla guerra della Russia contro l’Ucraina rimanga una priorità nelle nostre azioni umanitarie e nei nostri sforzi diplomatici.

Il rientro dei bambini ucraini rappresenta una tappa cruciale nella più ampia lotta per impedire che i bambini diventino ostaggi della guerra. Tutte le azioni devono essere guidate dal principio del superiore interesse del minore, nel pieno rispetto del diritto internazionale.

Noi, membri della Coalizione Internazionale per il Ritorno dei Bambini Ucraini, sottolineiamo che il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani è obbligatorio per tutte le parti coinvolte in un conflitto armato, specialmente in materia di protezione dei bambini, tutela della loro identità e dignità, e creazione di condizioni sicure e volontarie per il loro rientro, in conformità con le norme e i principi internazionali.

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