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LA LETTERA DELL'AMBASCIATORE D'UCRAINA IN ITALIA YAROSLAV MELNYK AL SINDACO DI MODENA GIAN CARLO MUZZARELLI
Pubblicato 04 gennaio 2024 15:40

La lettera dell'Ambasciatore d'Ucraina in Italia Yaroslav Melnyk al Sindaco di Modena Dott. Gian Carlo Muzzarelli sull’inaccettabilità di conferenza dedicata alla giustificazione della guerra russa contro l’Ucraina, immoralità di tali eventi, in particolare in Italia che dall’inizio dell’invasione militare della Russia in Ucraina su vasta scala ha preso una posizione chiara e immutabile del sostegno dell’Ucraina: 

"Egregio Signor Sindaco,


PresentandoLe i miei complimenti vorrei communicarLe che con profondo rammarico l’Ambasciata d’Ucraina in Italia ha appreso la notizia della intenzione dell’Associazione Culturale Russia Emilia Romagna di organizzare una mostra-conferenza per presentare al pubblico modenese i risultati dell’occupazione russa della città martire ucraina di Mariupol. L’evento secondo l’informazione degli organizzatori si terrà a Modena il 20 gennaio alle ore 15.00 presso la Sala civica di Via Viterbo 80.

Consideriamo questo evento il massimo del cinismo, un aperto insulto alla memoria di migliaia di vittime civili, una manifestazione concentrata della propaganda russa e una violazione di tutti i fondamenti e principi morali!

Dopo il 24 febbraio 2022, la fiorente città ucraina di Mariupol, grande porto e centro industriale è diventata uno dei principali obiettivi dell’attacco armato russo. La guerra ridusse in rovina la città di mezzo milione di abitanti. Diversi mesi di assedio hanno ucciso Mariupol, più di 22 mila civili hanno perso la vita. La città subì più distruzioni e perdite che durante tutti gli anni della Seconda Guerra Mondiale.

I russi hanno impedito la consegna di aiuti umanitari alla città, deportando illegalmente i residenti locali nei territori controllati dai russi. È stato a Mariupol, durante l'inverno, nel corso dell’assedio russo, che le persone sono state private di alloggio, luce, riscaldamento e acqua. Sono noti casi di morte per disidratazione, altri sono stati costretti a sciogliere il ghiaccio per sopravvivere.

Il mondo ha visto gli attacchi missilistici contro l'ospedale di maternità, dove c'erano molte donne incinte, neonati e operatori sanitari. La Russia ha deliberatamente bombardato il teatro drammatico di Mariupol, che è diventato una fossa comune per quasi 600 civili, molti dei quali erano bambini. La stessa sorte toccò alla scuola d'arte, dove si nascondevano circa 400 civili.

L'intera comunità mondiale ha chiesto alla Russia un cessate il fuoco e l'apertura di un corridoio verde per l'uscita di oltre mille civili residenti di Mariupol dallo stabilimento di

Azovstal. Tuttavia, il paese aggressore non aveva nessuna intenzione di rispondere a queste chiamate.

Mariupol è diventata il simbolo di una guerra sanguinosa e di un genocidio, prova della mancanza di rispetto da parte del nemico sia per la vita umana che per il patrimonio culturale. Le truppe russe hanno distrutto molti monumenti architettonici, musei, teatri, istituzioni educative, parchi e ospedali. Per nascondere la portata dei loro crimini, le forze di occupazione russe bruciarono i corpi dei morti nei crematori mobili portati in città.

E ora il governo russo e i suoi leccapiedi si permettono di parlare senza scrupoli della “ricostruzione" della città, che loro stessi hanno completamente distrutto.

L'evento, previsto nella sala civica di Modena il 20 gennaio, è una promozione della sanguinosa guerra scatenata dalla Russia contro uno Stato indipendente e sovrano, che tra l'altro contraddice completamente la posizione dell'Italia e le risoluzioni dell'ONU.

Inoltre, i personaggi coinvolte nell'evento, come Andrea Lucidi o Eliseo Bertolasi sono da lungo tempo giustificatori dell'aggressione russa e attivi istigatori dell'odio contro gli ucraini.

Quindi, dal punto di vista dell'etica, della moralità e dei valori umani universali, è inaccettabile dare oggi lo spazio agli eventi del genere e ai personaggi che sostengono apertamente la guerra della Russia contro l'Ucraina, di cui il popolo ucraino soffre da quasi due anni.

Alla luce di quanto sopra, riteniamo che ignorare questi fatti sia inappropriato. Speriamo nella Sua comprensione e chiediamo di annullare il concesso della sala civica all’evento e a facilitare l’annullamento della conferenza. Riteniamo che il comune debba fare tutto il possibile per proteggere i residenti della città da manipolazioni informative poiché è inaccettabile che diventino bersaglio della cinica propaganda russa in Italia.

Mi è gradito cogliere questa occasione per rinnovarLe l’espressione della mia massima gratitudine e considerazione unitamente ai miei più cordiali saluti."


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