Ambasciata d’Ucraina nella Repubblica Italiana

Kyiv 18:35

Ambasciatore Ucraina: su sanzioni Russia da Salvini doppio standard

23 ottobre 2018, 18:35
Perelygin: giustifica chi calpesta principi diritto internazionale

Roma, 18 ott. (askanews) – “Non sono d’accordo con il ministro Matteo Salvini nelle sue dichiarazioni sulla legittimità dell’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa e non mi stancherò di ricordare che tutto il mondo democratico, incluso il Governo italiano precedente, nel 2014 ha riconosciuto l’aggressione armata della Russia contro il mio paese e il tentativo dell’annessione della parte del territorio dell’Ucraina, un paese sovrano e indipendente”, ha dichiarato l’Ambasciatore dell’Ucraina in Italia Yevhen Perelygin. Ieri il ministro, in viaggio a Mosca, ha definito le sanzioni Ue sulla Russia per l’annessione della Crimea “una follia economica, sociale e culturale”.

“Proprio per questo motivo sono state introdotte le sanzioni da pare dell’UE le quali potrebbero essere tolte quando sarà fermata l’aggressione e sarà ristabilita l’integrità dell’Ucraina – ha aggiunto -. Se il leader del partito Lega avesse potuto trovare il tempo nella sua agenda molto fitta per l’incontro con l’Ambasciatore di Ucraina, che è stato chiesto più volte, io avrei spiegato tutto il pericolo per l’Europa odierna di sostenere l’approccio russo di poter cambiare le frontiere esistenti internazionalmente riconosciute nonché sfidare l’ordine internazionale in modo impunito. Avrei anche raccontato sulle pesantissime conseguenze di tale politica nel passato per la storia europea”.

“Mi sembra ovvio che giustificare quelli che stanno calpestando in modo cinico e brutale i principi fondamentali del diritto internazionale è un indicatore di doppi standard morali e politici, ma anche una bomba a orologeria. Lo affermo perché se oggi noi non riconosciamo l’ordine mondiale e le frontiere riconosciute di uno Stato europeo come l’Ucraina, domani questa sorte può toccare tutta l’architettura europea. Abolire le sanzioni senza passi concreti della Russia verso la normalizzazione della situazione in Ucraina, incluso Crimea, sarà uguale a riconoscere il diritto di forza e sciogliere le mani di Mosca a continuare i propri crimini”.