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Alla Camera dei Deputati italiana la proiezione di “ASH and CRAYONS” di Evgeny Afineevsky dedicato ai bambini ucraini
Pubblicato 11 giugno 2026 17:58

Alla Camera dei Deputati italiana si è tenuta la prima proiezione del documentario “ASH and CRAYONS” di Evgeny Afineevsky, un film che racconta una delle dimensioni più terribili della guerra russa contro l’Ucraina: i crimini commessi contro i bambini ucraini.
La proiezione si è svolta con il supporto della deputata della Lega On.Giorgia Latini e con il supporto organizzativo dell’Human Economic Forum, in collaborazione con l’Ambasciata d’Ucraina in Italia.
I rappresentanti del corpo diplomatico, delle istituzioni statali, i giornalisti e gli altri ospiti presenti hanno avuto la possibilità di ascoltare direttamente la testimonianza di uno dei protagonisti del film, Bohdan Yermokhin, deportato illegalmente in Russia da Mariupol insieme a un gruppo di 31 bambini.
Oggi, nella Camera bassa del Parlamento italiano, la verità ha parlato attraverso il linguaggio del cinema. E questa verità viva, mostrata sullo schermo, ha profondamente colpito il pubblico, portando alla consapevolezza della portata dei crimini commessi dalla Russia. Le storie dei bambini ucraini raccontate nel film sono diventate un ulteriore promemoria dell’orrore che la Russia ha portato sul territorio ucraino, nel pieno centro dell’Europa, e dei crimini che continua a commettere contro gli ucraini, e in particolare contro i bambini.
Esprimiamo sincera gratitudine a tutti i partner per la solidarietà e il sostegno all’Ucraina nel processo estremamente importante e complesso del ritorno dei bambini ucraini a casa.
Il film racconta le storie di bambini le cui vite sono state sconvolte dalla Russia: bambini sopravvissuti ai bombardamenti russi, che hanno perso le loro case e i loro cari, che affrontano lunghi percorsi di cura e riabilitazione dopo gravi ferite, così come bambini deportati con la forza in Russia.
Dall’inizio dell’invasione su vasta scala, la Russia ha ucciso almeno 707 bambini ucraini. Migliaia di altri sono rimasti feriti. Sono stati documentati 20.570 casi di deportazione e trasferimento forzato di bambini ucraini. Solo 2.232 bambini sono riusciti a fare ritorno a casa.
Non si tratta soltanto di dolore fisico e traumi. Migliaia di bambini ucraini hanno vissuto l’occupazione, la separazione dalle famiglie, la perdita della propria casa, violenze fisiche, violenze psicologiche e tentativi di privarli della propria identità.
Particolarmente allarmante resta la situazione nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, la politica delle autorità di occupazione si basa su tre elementi interconnessi: russificazione, indottrinamento e militarizzazione dei bambini.
Nel processo educativo viene imposta ai bambini un’identità statale russa e la lealtà verso il Cremlino. Questo processo inizia già in età prescolare. Negli asili i bambini vengono coinvolti in attività che utilizzano simboli statali russi e narrazioni propagandistiche sulla cosiddetta “unità storica” con la Russia.
Nelle scuole gli standard educativi ucraini sono stati sostituiti da quelli russi, mentre i bambini vengono costretti a partecipare alle attività di organizzazioni giovanili promosse dal Cremlino e ai cosiddetti programmi militari-patriottici. La propaganda russa presenta il servizio nell’esercito dello Stato aggressore come un dovere onorevole, preparando di fatto i bambini ucraini alla guerra contro il proprio Stato.
Le stesse pratiche vengono applicate anche ai bambini ucraini deportati forzatamente sul territorio della Russia. Essi vengono affidati a famiglie russe, nonostante molti di loro siano stati separati illegalmente dai genitori o dai tutori legali. I bambini vengono inoltre collocati nei cosiddetti campi “ricreativi” e in centri specializzati in Russia e nei territori temporaneamente occupati.
Le indagini internazionali hanno stabilito che almeno 210 strutture sul territorio della Federazione Russa e dei territori occupati sono state utilizzate per la detenzione illegale di bambini ucraini deportati. Oltre la metà di tali strutture è controllata dalle autorità federali e locali russe.
Le testimonianze dei bambini, le indagini internazionali e altri dati confermano che in questi campi i minori sono sottoposti a una sistematica manipolazione ideologica. Viene loro imposta la versione russa della storia, viene negata l’esistenza della nazione ucraina, vengono convinti che l’Ucraina e i loro familiari li abbiano abbandonati e viene formata in loro la lealtà verso lo Stato russo.
Tutto ciò testimonia il carattere sistematico e deliberato della politica della Russia nei confronti dei bambini ucraini. Proprio per questo tali azioni hanno già ricevuto una chiara qualificazione giuridica internazionale. La Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto nei confronti del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e della Commissaria per i diritti dell’infanzia in Russia Maria Lvova-Belova per la deportazione illegale e il trasferimento forzato di bambini ucraini.
Nel 2025 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una speciale risoluzione intitolata “Ritorno dei bambini ucraini”, che chiede alla Russia di restituire immediatamente, incondizionatamente e in sicurezza tutti i bambini ucraini deportati illegalmente o trasferiti con la forza dai territori temporaneamente occupati dell’Ucraina.
La Commissione internazionale indipendente delle Nazioni Unite per l’indagine sulle violazioni in Ucraina ha concluso che la deportazione e il trasferimento forzato di bambini ucraini da parte della Russia costituiscono un crimine di guerra e, nel 2026, ha qualificato tali azioni anche come crimini contro l’umanità.
Uno dei principali meccanismi internazionali è diventata la Coalizione Internazionale per il ritorno dei bambini ucraini, co-presieduta dall’Ucraina e dal Canada. Ad oggi la Coalizione riunisce quasi 50 Stati, tra cui anche l’Italia.
Nessuna propaganda è in grado di nascondere la verità sui crimini della Russia contro i bambini ucraini e contro l’umanità. Ogni bambino ha diritto alla sicurezza, alla famiglia, alla propria identità e a un futuro nel proprio Paese. Il ritorno di tutti i bambini ucraini a casa resta una delle principali priorità dell’Ucraina. Film come questo contribuiscono alla costruzione della base probatoria necessaria per assicurare i responsabili alla giustizia, e la Russia non riuscirà a manipolare la verità né a spacciare le proprie menzogne per realtà, perché finirà inevitabilmente per smascherare se stessa.
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